CENTRO PARCO EX DOGANA AUSTROUNGARICA

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TRAME DI FIUME. OPERE DI GIOVANNI MANCIN

TRAME DI FIUME
Opere di Giovanni Mancin in mostra dal 14 ottobre 2018 al 31 dicembre 2018.
Ingresso gratuito: sabato, domenica e festivi 10-18.

Fino al 30 dicembre 2018 sarà possibile visitare presso la sala espositiva del Centro Parco ex Dogana Austroungarica, la mostra “Trame di fiume” con opere dell’artista Giovanni Mancin. 

Diciotto sono le opere polimateriche dell’artista che ben nobilitano lo spazio semplice e lineare del centro culturale di Tornavento. Una mostra affascinante, la cui comprensione non si può cogliere completamente in una visita sola, richiede maggior tempo per poter essere rivista e assimilata.

Chi ha studiato prima di noi il lavoro dell’artista Mancin, ha già ben descritto alcuni capisaldi del suo linguaggio, come ad esempio il richiamo ancestrale o la traccia recondita ed organica del suo segno. Nella mostra presso la ex Dogana vengono riconfermate alcune di queste riflessioni, in primis, la provocazione materica: che sia una scultura, un disegno, un quadro, Mancin gioca con la contaminazione, sovrappone materiali diversi, assembla e incolla i fogli, incastra i ferri nel marmo, scalpella il cemento. C’è una sapiente conoscenza dei materiali e delle tecniche di lavorazione, che l’artista impiega continuamente e con disinvoltura, a favore della propria espressione artistica. 

Tale abilità permette ad ogni opera di possedere una certa densità cromatica e spaziale: emerge in modo evidente nelle sue opere il contrasto bianco e nero, oppure la ricerca dei pieni e dei vuoti. In alcune sculture sembra che lo spazio vitale dell’opera sia compresso, forzatamente delimitato, poi contrariamente, voltando lo sguardo verso un quadro, lo spazio sembra ora dilatarsi, fino ad acquisire profondità e a voler “tirar dentro” lo spettatore.

Che siano disegni, pitture o opere scultoree, siamo convinti che nell’espressione artistica di Mancin ci sia una grande tensione, si tratta di un’energia che non esplode, una forza dinamica potente ma sussurrata, composta e comunque mai irruenta o urlata; forse è semplicemente la potenza del suo segno, così fortemente caratterizzante e distintivo. 

Sebbene ogni pezzo esposto in questa mostra sia autonomo, esso continua ad avere una relazione con le altre, anzi ci pare che siano tutte parte di un’unica trama o meglio di un insieme di trame. Quella di Mancin è una ricerca artistica ed espressiva incisiva, ancora in corso forse, ma con uno stile ben riconoscibile cosa che accade quando si riesce ad identificare facilmente il grande artista. 

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