CENTRO PARCO EX DOGANA AUSTROUNGARICA

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CICLOFFICINA EX DOGANA

Ciclofficina sociale, culturale ed ecologica a Tornavento

Che cos’è una ciclofficina?

E’ un progetto condiviso che intende realizzare iniziative incentrate sul mondo della bicicletta, sulla cultura della sostenibilità ecologica, della cittadinanza attiva e dell’inclusione sociale.

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Perché una ciclofficina al Centro Parco ex Dogana Austroungarica di Tornavento?

Il Centro Parco è posto sul sentiero E1 e lungo la storica Via Gaggio, nei pressi della brughiera del Gaggio: uno degli ultimi lembi di brughiera rimasti a sud delle Alpi e uno degli ambienti naturalistici più belli del Parco Ticino. Il luogo vede un forte passaggio di sportivi, ciclisti, gruppi famigliari che trovano nel Centro Parco una forte attrattiva grazie ai servizi e alle iniziative promosse dai gestori e dalle associazioni locali.

Nel tempo abbiamo riscontrato nel nostro pubblico un forte desiderio di poter fermarsi al Centro Parco ed effettuare alcune riparazioni di base della propria bicicletta (come una bucatura della camera d’aria, gonfiare la gomma o aggiustare la catena o il pedale). Riteniamo che la ciclofficina sia un’idea innovativa: un laboratorio permanente di formazione culturale, inserimento sociali e promozione del territorio e dell’ambiente circostante.

Perché pedalare e aggiustare una bicicletta può essere un’idea innovativa?

La ciclofficina promuove una rivoluzione silenziosa, tra individualità e partecipazione. Pedalare, nel mondo occidentale di oggi, è un atto rivoluzionario sano e costruttivo. La bicicletta è simbolo di salute psicofisica, di cura di sé e dell’ambiente che sottende una scelta radicale: quella di cambiare il proprio stile di vita nonostante la frenesia, la precarietà, la dislocazione del lavoro e dei servizi spingano a spostarsi il più in fretta possibile, a mettere a profitto il proprio tempo nonostante lo spazio.

In sella a una bicicletta invece si studiano percorsi alternativi, si ritorna a prendere in considerazione le risorse del territorio o del quartiere. In questo senso la bicicletta significa riappropriazione dei propri spazi, dei propri tempi, delle proprie priorità.

Pedalare non è solo un fatto individuale, nasconde anche una dimensione ecologica: non si consuma carburante, non servono assicurazioni, non si emettono altri fumi che quelli del proprio respiro.

Due ruote per lo sviluppo del territorio tra educazione, partecipazione e inclusione sociale.

Il mondo della bicicletta offre innumerevoli spunti, metaforici e materiali, per discorsi e progetti che, come questo, guardano all’ecologia, alla cittadinanza attiva e all’inclusione sociale.

Si può pedalare da soli e ritagliare così uno spazio per sé, cosa sempre meno facile nell’intensificarsi (in senso quantitativo) delle comunicazioni. Oppure si viaggia in un gruppo, nel quale si può essere di volta in volta leader, gregari o semplici compagni di strada.

La bicicletta è fatica e gratificazione: si fa ricorso alle proprie energie per raggiungere una meta. Si può fallire, si può tentare di nuovo, si può fare fronte comune offrendo agli altri la propria scia. In questo senso la bicicletta è anche metafora dell’inclusione sociale.

La rivoluzione non riguarda solo il rispetto dell’ambiente naturale: comporta anche un’attenzione particolare alle persone nella loro unicità, richiede una maggiore cura si sé e degli altri. Ed è questo lo stile che sta alla base del nostro progetto.

Quali sono le finalità del progetto Ciclofficina?

La ciclofficina non è un negozio, ma un luogo dove imparare a sbrigare da sé le riparazioni di base. Nasce in spazi non commerciali, per esempio all’interno delle associazioni, nei centri sociali o all’università. Vi si danno appuntamento ciclisti appassionati e chi vuole aggiustare o migliorare la propria bici. Chi sa insegna e chi non sa, impara.

Quali obiettivi si pone la Ciclofficina?

Gli obiettivi del progetto intendono abbracciare aree diverse e complementari tra loro: campo pratico della meccanica, la filosofia ecologica, il contesto culturale e l’esigenza sociale espressa e inespressa. Eccone alcuni obiettivi che riteniamo di primaria importanza:

  • Offrire l’opportunità gratuita di apprendere l’arte della manutenzione della bicicletta;
  • Promuovere il valore della manualità;
  • Promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano;
  • Promuovere il valore della cura di sé e della salvaguardia della salute psico-fisica;
  • Promuovere la valorizzazione dei parchi naturali e delle vie ciclabili esistenti attraverso la frequentazione e la loro accessibilità;
  • Promuovere una riflessione sul tema della eco-sostenibilità a livello locale e globale (seminari, workshop, etc.);
  • Instaurare una comunicazione critica e costruttiva con le amministrazioni, le associazioni locali al fine di promuovere una collaborazione sui temi proposti dal progetto;
  • Offrire ai partecipanti un’opportunità di formazione, spendibile nel mondo del lavoro;
  • Offrire opportunità di aggregazione, valorizzando la condivisione gratuita delle conoscenze e delle esperienze;
  • Offrire a persone in situazione di disagio (rete con coop sociali, associazioni, servizi territoriali) la possibilità di intraprendere un percorso utile al miglioramento della propria situazione attuale;
  • Promuovere la libera espressione, anche artistica.

Con chi intende collaborare la Ciclofficina?

La Ciclofficina intende collaborare con le reti:

  • reti territoriali locali: servizi territoriali, associazioni, cooperative sociali, pubblica amministrazione, pro loco, ecc.
  • reti specialistiche: collaborazione, scambio di idee e progetti con altre ciclofficine;
  • reti geografiche: collaborazione e scambio di idee con progetti simili in altri Paesi;
  • reti digitali: comunicare e dare visibilità e attività su Internet;
  • reti commerciali e industriali: instaurare dialoghi con aziende profit, negozi di ciclisti grandi e piccoli per l’inserimento lavorativo degli utenti, ecc.

Quale attività viene svolta nella ciclofficina?

Area meccanica

  • Laboratorio permanente (es. 1 volte a settimana);
  • Raccolta vecchie bici e rigenerazione delle stesse;
  • convenzioni con comuni ed eventualmente ciclisti profit;
  • Punto di riparazione;
  • Formazione.

Area ecologica

  • Organizzazione di eventi sul tema della bicicletta, dell’ecosostenibilità, della promozione della salute (biciclettate, convegni, ecc.);
  • Evento annuale sul tema bicicletta insieme ad altre ciclofficine, esempio;
  • Gara prototipi “riciclati”/concorso di “bellezza”;
  • Biciclettata (magari con corsa competitiva e amatoriale abbinata);
  • Viaggio cicloturistico estivo.

Area socio-culturale

  • Corsi di formazione (possibilmente di livello eccellente);
  • Percorsi ad hoc per utenti inviati da servizi, cooperative, associazioni, in collaborazione con gli operatori invianti;
  • Viaggio cicloturistico annuale come esperienza educativa;
  • Avvio noleggio curato in parte dagli utenti inviati;
  • Laboratorio permanente (es. 1-2 volte a settimana).

Come si può sostenere la Ciclofficina? Appunti per una sostenibilità e autofinanziamento:

  • Ciclofficina a domicilio;
  • Avvio bike-sharing / noleggio;
  • Asta biciclette rigenerate (autofinanziamento);
  • Contributi partecipazione a eventi, viaggi, biciclettate;
  • Progettazioni/bandi/contributi da fondazioni;
  • Crowdfunding.

Chi siamo?

La Ciclofficina Ex Dogana è un progetto condiviso da:

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Ester Produzioni

logo albatros

Cooperativa Sociale Albatros Onlus

LOGO PEROGRANO

Cooperativa Il Perograno Servizi Onlus

Hanno sostenuto la nascita della Ciclofficina anche altri enti e associazioni locali:

Parco-Ticino

Parco Lombardo della Valle del Ticino

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Fondo Ambiente Italiano

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Pro Loco Lonate Pozzolo

LOGO VIVA VIA GAGGIO

Associazione Viva Via Gaggio

Logo_amici_ticino_2014 copia

Associazione Amici del Ticino

logo_amico_gas

Amico Gas

 Presentazione Ciclofficina